Occuparsi di De André anziché dei veri responsabili della strage di piazza Fontana, che non erano extraparlamentari di sinistra, ma neofascisti collegati ad apparati dello stato deviati, ha qualcosa di stupefacente, in cattiva fede e in ottusità.
Stabilire che una scelta poetica e di vita come quella della Sardegna, per un artista come De André potesse essere un modo per mettere in piedi un'organizzazione di agitatori e propagandisti è surreale.
Forse tanto stupido il nostro paese non lo era e non lo è se si pensa che in quegli anni la lotta armata qualche gambizzazione e altro l'aveva procurata, se si pensa che le br di incidenti ne avevano creati, che Fabrizio era iscritto ai circoli anarchici di Carrara e che alcuni testi delle prime canzoni qualche dubbio lo avanzavano.
Significa anche che è un paese con cattiva memoria dove ad esempio moltissimi sono stati fascisti e non vogliono ricordarlo, dove la sinistra non aveva la minima idea di come distinguersi dalla lotta armata non essendo affatto oltre questa prospettiva di "presa del potere" e, al momento di ritrarsi davanti alle estreme conseguenze della propria ideologia totalitaria inscenate dalla lotta armata, non ha saputo far altro che stringere in un abbraccio gli ex fascisti e i democristiani.
Fonte: http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=75021